• a piedi per l'italia

Capri, l'isola sconosciuta

Aggiornamento: giu 5


Capri, oramai un brand più che un luogo. Conosciuta in ogni suo aspetto, riempie le riviste patinate su viaggi glamour, fotografata milioni di volte, dipinta altrettante. e così ci sembra di conoscerla. Un po' come si ha l'impressione di conoscere Manatthan, vista centinaia di volte nei film. ma non credo si possa dire di conoscerla se non ci si è stati. Capri è una scoperta continua. Come ha detto l'amico Aldo, volontario presso l'associazione Amici di Cetrella, "ci sono tante Capri: ognuno scegli quale viversi". Ed è proprio così: Capri esprime un fascino a diversi livelli, cattura il viaggiatore curioso per la sua storia recente e soprattutto per i suoi aspetti naturali.


Meta di grandi personaggi tra metà dell'800 e metà del '900 Capri ha saputo accogliere tutti e diventare, in quegli anni, un luogo catalizzatore di personaggi geniali, eccentrici, trasgressivi, ma anche menti raffinate, persone attente all'estetica e soprattutto all'importanza di preservare la natura dell'isola.

Ci sono tracce indelebili di questi passaggi: Axel Munthe, Compton Mackanzie, la regina Vittoria di Svezia, Karl Wilhem Diefenbach, Friedrich Alfred Krupp, Norman Douglas, Thomas Mann, Jacques Fersen, Curzio Malaparte, Pablo Neruda, Graham Greene, Maksim Gor'kij e molti altri.


Ognuno a suo modo ha contribuito a plasmare l'isola nel suo tempo, lasciando tracce indelebili della propria presenza. Ad Axel Munthe si deve, oltre a Villa San Michele da lui costruita e il suo favoloso giardino, la tutela dell'avifauna migratrice che passava e passa tutt'ora per l'isola acquistando una porzione di isola per proteggere gli uccelli dai cacciatori; a Norman Douglas alcuni romanzi da innamorato ironico sull'isola e la zona; a Maksim Gor'kij l'aver fondato la scuola rivoluzionaria di Capri, un luogo di confronto e riflessione che ospitò all'inizio del '900 esuli russi in esilio; Friedrich Krupp, magnate dell'acciaio tedesco (che si arricchì producendo armi durante la guerra) che fece costruire la famosa via Krupp donata poi al comune di Capri; e via così.


Una storia da scoprire insieme ad un'ambiente a tratti ancora selvaggio che lascia letteralmente senza fiato: le ripide falesie che si immergono nel mare sia dalla parte del Monte Tiberio così come dalla parte della Miglìera: spettacolari balconi che sia affacciano a strapiombo sul mare.


E ancora sentieri storici mantenuti vivi dal lavoro di tante associazioni locali e dall'interesse di un turismo lento, che scegli di fermarsi a Capri per conoscerla, visitarla lentamente, gustarla ad ogni ora della giornata. Un turismo che si contrappone all'insensato turismo giornaliero mordi e fuggi favorito dalle navi da crociera che attraccano a Napoli o a Sorrento e propongono visite di poche ore su un'isola che è impossibile conoscere se non vivendola senza fretta.