Il Giardino della Kolymbethra
- silviacamagni
- 4 giorni fa
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Un giardino antico che profuma di storia e Mediterraneo

Un angolo di paradiso tra i Templi di Agrigento
Nel cuore della Valle dei Templi di Agrigento, tra colonne doriche e tempietti millenari, si nasconde un luogo che non ti aspetti: un giardino che è insieme paesaggio, storia e natura. Il Giardino della Kolymbethra è molto più di un’area verde: è un raro esempio di paesaggio archeologico e agricolo che custodisce oltre 2.500 anni di storia mediterranea.
“Una piccola valle che, per la sua sorprendente fertilità, somiglia alla valle dell’Eden o a un angolo della Terra promessa.”
Così descriveva nel Settecento il Giardino della Kolymbethra l’abate Richard de Saint-Non, profondamente colpito da questo angolo verde incastonato tra le rovine della Valle dei Templi.
Kolymbethra: il nome e l’ingegno degli antichi
Il nome Kolymbethra deriva dal greco e significa “vasca”, o più precisamente un luogo destinato a raccogliere l’acqua. In epoca classica, quando Akragas era una delle città più floride della Magna Grecia, l’ingegnere Terone fece realizzare un sofisticato sistema di gallerie idrauliche per convogliare l’acqua fino ai piedi della città. Qui l’acqua finiva in una grande vasca chiamata appunto kolymbethra.
L’ingegneria idraulica greca trasformò così una valle arida in un giardino rigoglioso, dove la presenza di acqua e suoli fertili permise per secoli la coltivazione di agrumi, olivi, mandorli e piante spontanee della macchia mediterranea.

Tra archeologia e agricoltura
A differenza dei giardini “moderni”, la Kolymbethra non nasce per essere decorativa. È un luogo di lavoro, di coltivazione, di sopravvivenza. Qui l’archeologia convive con l’agricoltura, e il paesaggio racconta un equilibrio antico tra intervento umano e natura.
“Mi portarono sul ciglione di un profondo avvallamento dove un tempo sorgeva la piscina. Da lì, lo sguardo abbraccia gli aranci e, oltre, il mare infinito… il silenzio era rotto solo dal fruscio delle cavallette nell’erba secca.”
Tra le cronache del Grand Tour sulla Valle dei Templi spiccano le parole di Gaston Vuillier, che alla fine dell’Ottocento descriveva la valle osservandola dall’alto, tra templi e agrumeti.
Un luogo recuperato grazie al FAI
Dal 1999 il Giardino della Kolymbethra è gestito dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, in collaborazione con il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi. Nel gennaio 2025 è stato sancito un nuovo accordo che affida alla Fondazione altri venticinque anni di tutela e valorizzazione.
Un simbolo di questa nuova fase è Case Montana, l’antica casa rurale dei contadini della valle, restaurata e oggi parte integrante del racconto del giardino. Qui si respira la vita quotidiana di chi, per secoli, ha coltivato la Kolymbethra, intrecciando lavoro, natura e tradizione.

Un mosaico di biodiversità
Il Giardino della Kolymbethra è oggi un compendio di biodiversità mediterranea: ulivi secolari dai tronchi contorti, agrumeti profumati, mandorli, fichi, piante aromatiche e specie spontanee della macchia mediterranea come mirto, lentisco e ginestra. Ogni pianta racconta una stratificazione storica, ogni filare è il risultato di secoli di adattamento al clima e al territorio.
Qui la natura non è mai stata separata dalla cultura: coltivare significava abitare il paesaggio e comprenderne i suoi ritmi.
Un paesaggio che continua a raccontare
Passeggiare nella Kolymbethra significa entrare in un paesaggio storico vivo, dove ogni albero e ogni canale d’acqua portano con sé tracce di una lunga storia di trasformazioni. Un racconto lungo più di duemila anni, fatto di acqua e di pietra, di agrumi e di ulivi, di ingegno umano e di osservazione paziente della natura.
Le parole dei viaggiatori che l’hanno attraversata nei secoli ci ricordano che questo giardino non è solo un luogo da vedere, ma un’esperienza da vivere: una voce antica che continua a parlare attraverso il paesaggio.



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